Una guida agli shampoo anti-caduta

Shampoo anti-caduta adatti a uomini e donne

Cerchiamo di capirne di più: cosa significa esattamente “shampoo anti-caduta”? Come funzionano questi prodotti? Da soli sono sufficienti a risolvere il problema? Come scegliere quello più adatto?

Non c’è che dire: il tema degli shampoo anti-caduta porta con sé un bel po’ di questioni. Forse perché si tratta di un argomento non così semplice come può sembrare in apparenza, forse per il timore di affidarsi a un prodotto che magari poi si rivela inefficace o, peggio, dannoso. A cosa sono dovuti questi dubbi? In primo luogo al fatto che il concetto di “shampoo anti-caduta” non è chiaro, e in non pochi casi non viene meglio specificato quando si tratta di pubblicizzare questa tipologia di prodotti per la cura dei capelli. In realtà, dal punto di vista scientifico non si tratterebbe di un’espressione corretta perché lo shampoo, usato da solo, non ha il potere di evitare la caduta dei capelli. Serve infatti a pulirli e renderli più setosi e luminosi, e in certi casi grazie alla sua particolare formulazione può concorrere all’azione inibente (che è propria di altri trattamenti) rivolta  agli enzimi responsabili della chioma diradata. Oltretutto, non esiste un prodotto universalmente valido per tutte le situazioni.

Basti pensare che la medicina ha individuato ben 40 differenti tipologie di perdita di capelli, dovute a cause che vanno dallo stress all’alimentazione scorretta, dall’azione di alcune sostanze chimiche alla pura e semplice ereditarietà. Quest’ultimo risulta essere tra l’altro il fattore maggiormente determinante, visto che l’alopecia androgenetica (ovvero la caduta dei capelli dovuta al patrimonio genetico) copre il 95% dei casi, lasciando agli altri 39 tipi di perdita citati solo il 5%.

Gli shampoo servono davvero? Sì, a patto che…

Ma allora funzionano o no gli shampoo anti-caduta? Sì, nel senso però precisato prima: svolgono un’importante funzione “preparatoria” del capello e del cuoio capelluto in vista dell’applicazione dei trattamenti contro la caduta. In effetti, uno shampoo simile usato nel modo giusto può agire sui fusti piliferi, liberandoli dallo sporco e rivitalizzandoli affinché siano più ricettivi quando si tratterà di assorbire il trattamento successivo. Non solo: esistono diversi tipi di shampoo anti-caduta, dedicati alle diverse situazioni nelle quali una persona può incorrere: perdita massiccia e localizzata di capelli, diradamento, assottigliamento (che visivamente può fare lo stesso effetto della caduta) ecc. Ciascuno di questi aspetti necessita di trattamenti specifici e di shampoo con una formulazione idonea che ne agevolino l’efficacia. Quel che è certo, in ogni caso, è che negli ultimi anni si è ampliata la varietà di shampoo professionali a disposizione, dal momento che sempre più persone vanno alla ricerca di prodotti per l’haircare con un’azione anti-caduta.

Nel solo 2012, per fare un esempio, il fenomeno della calvizie ha avuto un’impennata nel nostro Paese: +16% di casi registrati rispetto all’anno precedente! La causa? Pare sia stato lo stress provocato dalla crisi economica… La perdita di capelli è un problema serio e diffuso dunque, che influisce anche sullo stato d’animo: secondo un recente sondaggio, porta a sentirsi meno attraenti (come ha ammesso il 25,6% degli intervistati), a disagio (24,7%), più vecchi (18,2%) e meno sicuri di sé (15,1%).

I criteri per sceglierli

Un aspetto importante, a cui dedicare la giusta attenzione quando si decide di acquistare uno shampoo anti-caduta, è quindi – come abbiamo visto – la corrispondenza tra il nostro specifico problema e l’effetto benefico garantito dal prodotto. Ma non è l’unico criterio da seguire per essere sicuri di aver scelto la soluzione migliore. Bisogna infatti che lo shampoo sia composto, totalmente o almeno in gran parte, da elementi di origine naturale: solo così avremo la certezza di affidarci ad un prodotto non aggressivo (perché privo di additivi chimici) e assolutamente dermocompatibile. Anche in questo caso, il consiglio è di leggere attentamente l’etichetta e verificare quali sono i componenti essenziali, per selezionare con cognizione di causa il rimedio che più si addice alla nostra situazione (anche i principi attivi naturali non sono tutti uguali!). Dopodiché, dovremo pensare anche a quali altri prodotti e trattamenti abbinare a questo shampoo perché sia davvero efficace.

Forniamo questi piccoli consigli perché sappiamo quanto valore diano le persone al fatto di poter sfoggiare una capigliatura florida e in salute: un’indagine condotta recentemente ha rivelato che l’87% delle donne italiane ritiene “molto importante” la bellezza dei capelli. E per far sì che la propria chioma sia sempre bella, si affidano soprattutto agli shampoo. Questi ultimi sono la categoria di prodotto per la cura dei capelli più venduta in Italia: il 43,2% del totale.

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Latte detergente, conosciamone le virtù

Viene utilizzato per eliminare i residui del trucco e far tornare a “respirare” la pelle, ma è utile anche per reidratare e restituire morbidezza alla cute

Per ogni donna, il make up rappresenta uno strumento di espressione di sé: serve ad esaltare il proprio fascino, sottolineando i punti più belli e – se necessario – “celando” quelli meno amati. Anche a costo di sottoporsi a lunghe e impegnative sedute prima di uscire la sera, non c’è verso di rinunciare al trucco, per leggero o marcato che sia. Altrettanto importante è però la fase successiva, quando al ritorno a casa si provvede a struccarsi: non sempre lo si fa adeguatamente, mentre invece bisognerebbe assicurarsi di eliminare ogni residuo. La pelle infatti è veramente sana solo se è pulita, perché altrimenti fatica a “respirare”: lo strato di trucco rimasto in superficie impedisce lo scambio di aria, acqua e sostanze nutritive tra l’organismo e l’ambiente esterno, che normalmente avviene proprio grazie alla proprietà traspirante del derma.

Le informazioni fornite in questo articolo, perciò, potranno interessare molte lettrici, se è vero quanto rilevato da un’indagine condotta nel nostro Paese secondo la quale un terzo delle donne italiane ama truccarsi ed è interessata ad ogni novità in fatto di make up. La stessa ricerca di mercato ha poi suddiviso l’universo femminile in varie “categorie”: beh, è emerso tra l’altro che le “sofisticate” dei trucchi sono il 15,6% del totale, le “ben tenute” il 20,4%, le “sobrie” il 13,4%.

Il ruolo del fattore detergente

Struccarsi è dunque più che consigliato, per diversi motivi: il fattore chiave per essere sicure di aver eliminato ogni residuo è l’utilizzo corretto di un prodotto dall’elevato potere pulente. Il latte detergente è di norma – e a ragione – ritenuto la soluzione ideale, poiché unisce un’azione altamente efficace ad una formula delicata che accarezza la pelle lasciando su di essa una sensazione di completa freschezza e morbidezza. In effetti, la capacità del latte detergente di ripulire la pelle dal trucco è dovuta a componenti la cui efficacia non si accompagna affatto con l’aggressività nei confronti della cute; ciò perché l’obiettivo di questo prodotto non è solo “lavare via” il make up, bensì anche far tornare la pelle alla condizione “genuina”, reidratandola e restituendole vitalità.

Aspetti, questi, importanti per la stragrande maggioranza delle donne italiane: il 95% tiene molto alla cura della propria pelle e il 68% non esita ad acquistare i prodotti cosmetici più adatti per mantenerla in salute.

Un’agente protettivo… e profumato

L’uso regolare di un latte detergente di qualità, ogni qualvolta ci si deve struccare ma anche solo per “coccolare” un po’ la nostra pelle dopo una giornata stressante, si rivela di grande utilità per un ulteriore ragione. L’applicazione del prodotto, infatti, contribuisce pure a proteggere la superficie cutanea dagli agenti esterni (che potrebbero danneggiarla o irritarla) poiché forma uno sottile strato di “difesa”, ovviamente completamente traspirante, che funge da filtro per le impurità. In questo modo, tra l’altro, la pelle si mantiene fresca e vitale più a lungo.

Insomma, il latte detergente è un valido aiuto per tutte le donne, in particolare per quel 59% delle over 30 che si dichiara molto attenta alla propria immagine, ma non solo: il 19,1% degli italiani (anche uomini!), davanti allo specchio, esprime il desiderio di poter sfoggiare un colorito della pelle più luminoso.

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Le proprietà dell’acido ialuronico

Un ingrediente naturale, disponibile ormai in svariate formulazioni, con un elevato potere idratante ed elasticizzante: il nemico giurato delle rughe!

Premessa (da leggere se siete uomini… o donne poco informate): “acido ialuronico” è uno di quei paroloni che sanno di chimica, laboratori, elementi artificiali, ma è un’idea completamente sbagliata! A dispetto del nome, infatti, si tratta di una sostanza naturalmente presente nel derma umano, anzi è proprio grazie all’acido ialuronico che possiamo sfoggiare una pelle morbida e levigata. Almeno fino ad una certa età…

Già, perché uno degli effetti dell’invecchiamento è la progressiva riduzione dei livelli di acido ialuronico nell’epidermide: è allora che la pelle perde elasticità e vigore, l’incarnato si “sbiadisce” e, soprattutto, le rughe (ormai non più solamente “d’espressione”) si fanno strada.

Per le donne, questo può significare un problema non da poco, tanto per l’autostima quanto nella sfera sentimentale: se da una parte, infatti, il 58% degli uomini italiani dichiara di reagire “con disinteresse” alla vista delle rughe in una donna (e il 34% addirittura “con indulgenza”), è anche vero che la percentuale cambia molto a seconda di quale donna si tratta. Così, le rughe sono un vero e proprio disturbo se ad averle è la propria metà (per il 28% degli intervistati) o un familiare (12%).

Tutta l’efficacia nella praticità di una crema

Dobbiamo ringraziare la ricerca scientifica e cosmetica se oggi possiamo disporre di prodotti di bellezza a base di acido ialuronico adatti all’uso quotidiano e di facile utilizzo. Con l’avvento delle creme all’acido ialuronico, infatti, è stata messa alla portata di tutti una tipologia di cosmetico per la pelle dall’elevato potere anti-età. Non solo: questa sostanza dalle molte virtù esercita un’azione idratante molto utile al mantenimento di una pelle sana, scongiurando in particolare il rischio di secchezza e irritabilità cutanee correlato ad una condizione di disidratazione. Insomma, un aiuto fondamentale per le donne e gli uomini (in costante aumento) che ogni giorno si prendono cura della propria pelle a 360°, senza tralasciare alcun aspetto e mirando a rallentare il più possibile l’inevitabile processo di invecchiamento cutaneo.

Per capire la portata di ciò, basta pensare che ogni italiano fa uso di un qualche cosmetico in media 6-7 volte al giorno. Poi, certo, le donne sono le più “attive” da questo punto di vista: limitandoci al genere femminile, il dato sale a ben 25 applicazioni quotidiane di cosmetici!

Le nuove formulazioni

Ammettiamolo, l’acido ialuronico non fa venire in mente, almeno in prima battuta, prodotti come le creme: quasi tutti pensano alle iniezioni di filler, altri agli integratori (sì, ci sono anche quelli all’acido ialuronico). Principalmente, ciò è dovuto al fatto che un tempo le formulazioni in crema non erano in grado di assicurare un’efficienza sufficiente in termini di assorbimento cutaneo, perché le molecole di acido ialuronico erano troppo “pesanti” per penetrare in profondità nella pelle se applicate con prodotti ad uso topico. Oggi però le nuove creme contengono quasi sempre un formato molecolare più “leggero” di questo elemento, per cui garantiscono un’efficacia paragonabile a quella degli altri trattamenti, sia contro le rughe che nell’idratare la pelle.

Così tanta innovazione in un settore come la cosmesi è più che giustificata se pensiamo che al giorno d’oggi perfino i medici specialisti sono diventati consulenti estetici (e sotto quest’aspetto è meglio così, almeno ci si rivolge a professionisti!): le statistiche rivelano che l’11% delle pazienti che si rivolgono al proprio dermatologo nel nostro Paese lo fa non per ragioni strettamente di salute ma per farsi consigliare al meglio su quali trattamenti adottare per avere una pelle bella, luminosa e tonica.

Non pensiate che l’atteggiamento delle italiane sia “eccessivo”: secondo una ricerca recente, più della metà delle donne europee si dichiara scontenta della propria pelle, lamentando rossori, poca vitalità cutanea, inestetismi vari.

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Come leggere l’INCI

È l’elenco degli ingredienti presenti in ogni cosmetico, riportato per legge sull’etichetta; qualche consiglio per comprenderne i “segreti”

Come si fa a capire se il cosmetico che intendiamo acquistare è davvero naturale? In che modo possiamo determinare se sono presenti ingredienti potenzialmente dannosi (per motivi di allergia o intolleranza, ad esempio)? Basta leggere l’etichetta. O meglio, l’INCI, sigla che sta per International Nomenclature of Cosmetic Ingredients: in esso sono riportati per legge (dal 1997 è presente obbligatoriamente su qualsiasi cosmetico) tutti gli elementi che compongono il prodotto, senza esclusione. Detto ciò, non è comunque facile districarsi tra le tante sigle, parole straniere, espressioni latine ecc. che stanno ad indicare i differenti ingredienti; qualche consiglio può perciò essere utile per capirci di più.

Innanzitutto, l’ordine dell’elenco è fondamentale: il primo elemento citato è quello contenuto in percentuale maggiore nel prodotto, gli altri di seguito vanno a scalare fino a quello presente in dose minore. È bene quindi valutare quali sono gli ingredienti principali (i primi della lista) per capire se siamo di fronte ad un cosmetico a base di estratti naturali o costituito per la maggior parte da sostanze di origine artificiale.

Secondariamente, conta la lingua in cui sono riportati gli ingredienti. Se la denominazione è in latino significa che sono allo stato puro, ovvero non sono stati sottoposti a processi di sintesi chimica (questo vale sia per gli elementi naturali che per gli altri). Al contrario, i nomi inglesi e i codici numerici designano le sostanze ottenute tramite sintesi.

Sarebbe bene, infine, conoscere le denominazioni degli elementi più importanti, sia in positivo (quelli naturali inoffensivi) che in negativo (i potenzialmente dannosi); è impossibile citarli tutti: sono più di 6 mila quelli utilizzati nell’industria cosmetica! Per questo, è meglio affidarsi ad esperti in grado di riconoscerne le proprietà e l’origine – oppure affidarsi al Biodizionario online creato da alcune persone competenti in materia, che ne elenca già oggi oltre 4 mila.

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