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cura dei capelli

La calvizie femminile

21 set , 2014  

La perdita dei capelli

Quando si parla di calvizie, si tende più o meno consapevolmente a considerare questo problema come prettamente maschile; in effetti, è vero che colpisce soprattutto gli uomini ed è altrettanto dimostrato che nella maggior parte dei casi è legato all’azione degli ormoni androgeni (ovvero che esprimono i caratteri maschili nell’individuo), in particolare dell’ormone 5-alfa-diidrotestosterone (DHT) che, legandosi ai follicoli piliferi, ne inibisce il metabolismo. Anche per questo la forma più comune di calvizie è chiamata alopecia androgenetica.

Il che però non comporta affatto l’“immunità” nelle donne: tra gli 11 milioni di italiani che soffrono di perdita dei capelli, la “quota rosa” è anzi in costante aumento. Non a caso, poi, per le donne le fasce d’età più a rischio sono quelle più sensibili all’opera di riequilibrio ormonale dell’organismo: la fase di sviluppo adolescenziale (16-22 anni) e quella di avvicinamento alla menopausa (dopo i 45 anni, con un picco nelle over 50).

I fattori determinanti

L’attività ormonale influisce quindi in maniera significativa sulla caduta dei capelli, provocando in non pochi casi forme di calvizie femminile più o meno precoce e più o meno grave – che, per inciso, si sviluppano in maniera differente rispetto ai maschi, senza la classica stempiatura ma con un diradamento generale della chioma. Non ci sono solo gli ormoni, però, dietro la comparsa della calvizie nelle donne: un altro elemento decisivo può essere lo stress. Una condizione di tensione emotiva prolungata o comunque intensa, com’è noto, spesso ha risvolti negativi sul benessere psicofisico; i capelli non fanno eccezione.

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Se in due terzi dei casi, perciò, la calvizie femminile è dovuta a fattori androgenetici, ma è necessario tenere nella giusta considerazione anche lo stress correlato a particolari momenti o situazioni; un esempio chiarificante è la fase post parto: il 34% delle neo-mamme intervistate nell’ambito di un’indagine condotta proprio per valutare l’impatto dello stress sui capelli ha ammesso di aver avuto problemi di caduta. Altro caso significativo, la dieta: per il 42% del campione ha comportato la perdita di capelli. La colpa, va detto, non sta nella dieta in sé ma nel carico emotivo che si porta dietro (tra rinunce e paura della bilancia), tanto è vero che per un altro 31% di donne una dieta equilibrata non ha comportato alcun danno ai capelli.

Come intervenire?

Com’è facile capire, l’insorgere dell’alopecia è più difficile da accettare per una donna: nell’immaginario collettivo, l’uomo calvo è accettato tranquillamente, ma non si può certo dire lo stesso per il gentil sesso. Da ciò il rischio che, una volta scoperti i primi indizi di una probabile calvizie incipiente, si tenda a “correre ai ripari” senza prima accertarsi di quale sia l’effettivo problema e quale il rimedio corretto.

Fatta questa dovuta precisazione, passiamo a considerare i possibili modi per contrastare la perdita dei capelli. Da una parte abbiamo le soluzioni farmacologiche, alcune davvero efficaci, per uso orale o topico; la loro azione consiste, nella grande maggioranza dei casi, in un’inibizione o nella vera e propria eliminazione del DHT (l’enzima responsabile del decadimento metabolico dei follicoli) presente alla base del cuoio capelluto. È essenziale, a riguardo, rispettare le indicazioni e le modalità d’assunzione nonché considerare le controindicazioni: per questo consigliamo vivamente di affidarsi al parere di uno specialista prima di iniziare qualsiasi terapia.

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Dall’altra ci sono i rimedi naturali, sulla cui effettiva efficacia si discute da tempo: ciò che possono fare in realtà è rallentare il processo di perdita dei capelli, rivitalizzando quelli rimasti e stimolando il metabolismo follicolare per incentivare la produzione di nuovi fusti piliferi. A questa tipologia di soluzioni si legano i prodotti come shampoo, balsami, maschere, lozioni ecc., che contengono diversi elementi di origine naturale (oli, essenze vegetali…) nonché specifici principi attivi utili a rafforzare il capello, rinfoltire la chioma e frenare la caduta. Anche qui, è importante di scegliere con cura il prodotto che più si addice a ciascuno, controllando l’elenco dei componenti in etichetta.

Sembra strano dover dare tutte queste avvertenze, ma stando a quanto riporta una recente ricerca non è un accorgimento di poco conto: il 70% delle donne con problemi di calvizie, infatti, si rivolge al dermatologo (unico vero specialista a riguardo) solo dopo aver già consultato il farmacista, il parrucchiere e il web! Inoltre, a proposito delle “promesse” legate all’uso di certi prodotti, ricordiamo che, qualunque cosa si faccia, i nostri capelli crescono con un ritmo costante: sempre e comunque 1 cm al mese.

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